Mediazione Culturale

Definizione di Mediazione Culturale.

L’intervento nel rapporto professionale tra un operatore e un’utente (con la sua famiglia) di un terzo soggetto (il mediatore) che è in grado di fornire al professionista contributi di tipo linguistico, culturale e di storia della migrazione utili a facilitare la comunicazione e a prevenire e risolvere eventuali incomprensioni e conflitti.

Caratteristiche del mediatore culturale.
  • Conoscenza oltre alla lingua italiana anche la lingua madre del migrante;
  • Familiarità con aspetti culturali sia del paese d’origine del migrante che dell’Italia al fine di individuare le premesse implicite da cui discendono comportamenti, atteggiamenti, aspettative, reazioni di entrambe le parti in gioco;
  • Comprensione delle dinamiche sociali e psicologiche tipiche della migrazione necessarie a far emergere possibili interferenze nel progetto migratorio individuale o familiare;
  • Supporto nel fornire nuove ipotesi di interpretazione delle situazioni da verificare in itinere durante il lavoro (dalla diagnosi all’ipotesi).
Ambiti di intervento della mediazione culturale.

La mediazione culturale può trovare applicazione in più settori di intervento e precisamente in ambito:

  • scolastico
  • socio assistenziale e psicosociale
  • sanitario
  • comunicativo e di ricerca
Procedura di attivazione degli interventi.

Il servizio è articolato in 4 differenti fasi:

  • Formulazione della richiesta: redatta dagli operatori del servizio richiedente per posta elettronica o su modulo predisposto da Kinesis;
  • Analisi della situazione: consulenza effettuata dal mediatore culturale con gli operatori di riferimento dell’organizzazione richiedente;
  • Intervento sul caso: lavoro del mediatore culturale nei colloqui con l’utenza, nelle visite domiciliari, in incontri pubblici, nella ricerca d’informazioni e predisposizione di materiale ecc.
  • Valutazione finale dell’intervento: incontro di verifica del mediatore culturale con gli operatori del servizio richiedente, ed eventuale redazione di materiale documentale rispetto al caso preso in carico.

La mediazione culturale in ambito scolastico.

La mediazione scolastica risponde alle seguenti esigenze dell’organizzazione scolastica:

Emergenza: riguarda l’arrivo imprevisto di nuovi alunni di origine straniera direttamente dal paese d’origine. E’ un intervento centrato sulla tempestività della risposta, sulla reperibilità dei mediatori e sulla previsionalità delle prestazioni.

Funzionamento a regime della scuola: concerne gli aspetti relativi alla comunicazione e all’organizzazione della scuola a vari livelli. In particolare nel raccordo con le famiglie di origine straniera.

L’offerta del servizio di mediazione culturale in ambito scolastico si struttura nel modo seguente:

La Pronta Accoglienza costituita da un modulo di 8 ore da suddividersi per le seguenti attività:

  • accordi con insegnanti sull’intervento da svolgere;
  • conoscenza dell’alunno/a;
  • rilevazione degli apprendimenti pregressi attraverso test d’ingresso nelle diverse discipline predisposti dalla scuola;
  • presentazione in classe dell’alunno e del suo contesto di provenienza;
  • colloquio con la famiglia e gli insegnanti;
  • verifica con gli insegnanti sull’intervento effettuato.

Il Colloquio ordinario, inteso come partecipazione del mediatore a incontri con le famiglie di origine straniera su quegli aspetti che la scuola ritiene particolarmente significativi: raccolta elementi della storia familiare e dal relativo progetto migratorio, andamento dello studente a scuola sia sul versante didattico che relazionale, gestione di situazioni critiche sul versate sanitario o sociale ecc.

La consulenza al corpo docente relativamente a situazioni inerenti la didattica o altri aspetti culturali dei paesi d’origine degli alunni stranieri frequentanti la scuola.

La mediazione culturale in ambito socio assistenziale e psicosociale.

Tale servizio è attivato su richiesta di enti locali o loro enti strumentali per la gestione di casi sociali relativamente a difficoltà di incomprensione linguistica, sfiducia reciproca, stress, affaticamento, nervosismo, conflitto latente o manifesto. I mediatori intervengono al fine di:

  • Garantire la comunicazione con l’interlocutore migrante;
  • Consentire la comprensione delle ragioni di comportamenti del migrante ritenuti inadatti o assurdi;
  • Concorrere alla ricerca e individuazione di soluzioni nella gestione di situazioni particolarmente problematiche e complesse con persone migranti;
  • Abbassare il livello di ansia e aggressività nei confronti delle persone migranti con cui gli operatori riscontrano problemi di comunicazione;
  • Facilitare un uso appropriato dei servizi da parte dei migranti.

L’intervento dei mediatori consiste nella:

  • Partecipazione a incontri con gli operatori per una disamina della situazione finalizzata a individuare i nodi critici su cui poter intervenire.
  • Lavoro di ricerca su argomenti richiesti dagli operatori e da rintracciare nel paese d’origine dei migranti.
  • Presenza a incontri o colloqui tra professionisti e persone migranti in relazione a un oggetto di lavoro identificato.
  • Incontri o colloquio tra mediatore e persona migrante sia in contesto professionale che extraprofessionale.
  • Predisposizione di materiale scritto o audio/video per la comunicazione con persone migranti.

La mediazione in ambito sanitario.

Può essere attivata in riferimento a una casistica singola o per la realizzazione di interventi più a largo raggio, come nella prevenzione di malattie infettive, di infortuni ecc.

  • L’intervento su caso singolo avviene in situazioni di estrema urgenza e delicatezza, con un’attivazione rapida e di concerto con il personale medico in servizio.
  • Gli interventi su situazioni comunitarie richiedono un attento lavoro di équipe nella progettazione degli interventi e un conseguente lavoro di coinvolgimento dei network associativi e dei contesti di incontro dei migranti.

La mediazione in ambito comunicativo e di ricerca.

Si tratta di un ambito recente di intervento dei mediatori. In particolare la predisposizione di campagne informative e di sensibilizzazione, nonché l’attivazione di gruppi di miglioramento, di percorsi di ricerca possono richiedere approfondimenti relativi a teorie, quadri normativi e organizzativi, prassi, interventi ecc. diffusi in alcuni dei paesi d’origine dei migranti presenti su uno specifico territorio. Grazie a contatti nei paesi d’origine e l’accesso in lingua madre a siti disponibili in rete, i mediatori raccolgono informazioni da utilizzare all’interno di progetti, documenti, indagini, materiale multimediale ecc.

I mediatori in forza a Kinesis.

Profilo professionale dei mediatori culturali collaboratori di Kinesis:

  • Madrelingua straniero o italiano vissuto per anni all’estero
  • Ottima conoscenza della lingua italiana sia scritta che orale
  • Titolo di studio di scuola superiore o laurea, conseguiti in Italia o nei paesi d’origine
  • Esperienza di lavoro pluriennale in servizi pubblici nell’ambito del front office e del settore scolastico, socioassistenziale e sanitario
  • Capacità relazionale
  • Flessibilità nell’organizzazione del lavoro e possibilità di spostamento
  • Conoscenza delle dinamiche comunicative ricorrenti nei contesti multiculturali
  • Esperienza diretta delle condizioni e dei problemi legati alla migrazione
  • Facilità nell’individuazione degli aspetti culturali che creano ostacolo alla comunicazione con la popolazione italiana
  • Formazione continua in un’équipe multiculturale e multidisciplinare