La cooperativa Kinesis fin dalla sua costituzione nel 2004 come cooperativa sociale Onlus in accordo con la legge 381/91, ha posto come finalità del proprio lavoro il miglioramento delle condizioni di coabitazione e comunicazione tra la popolazione italiana e quella di origine straniera che si è andata insediando in forza dell’immigrazione attraverso l’erogazione di servizi socio-sanitari ed educativi.
La breve storia di Kinesis può essere raccontata attraverso la sequenza di alcune parole chiave che ne hanno polarizzato e caratterizzato l’attività negli anni.
2004: costituzione della cooperativa ad opera di 10 soci fondatori tra cui tre persone di origine straniera. Un gruppo che investe sulla propria eterogeneità: multietnica, multiculturale, multidisciplinare, multiprofessionale;
2005: start up con l’acquisizione di convenzioni e l’attivazione delle prime iniziative sul territorio;
2006: intercultural facilities. Si conia il termine inglese facility affiancato all’aggettivo intercultural nel tentativo di esprimere la specificità di un lavoro in cui l’intercultura diventa azione, pratica attiva e fattuale che facilita la coabitazione multiculturale ridu-cendone le difficol-tà;
2007: registrazione e diffusione del marchio. Per proteggere e dare valore ai primi risultati che si conseguono, si registra il marchio Intercultural facilities ® quale segno di paternità e di responsabilità di una storia professionale ed operativa;
2008: comunicare è comunicarsi. L’intercultura, prevalentemente centrata sulla comunicazione uno ad uno, viene applicata a come le organizzazioni comunicano con il loro pubblico. Nel delicato rapporto della comunicazione uno a molti, i cittadini stranieri ne rappresentano un sottoinsieme;
2009: comunicazione interculturale e documentalità. Per comunicare il proprio lavoro all’interno di contesti centrati sulla relazione interpersonale, occorre produrre evidenze che sappiano tracciare, lasciare segni di un’azione che si consuma nel momento stesso in cui si compie: La capacità di produrre documenti (siano essi testuali, numerici, fotografici, video ecc.) è un modo per dare oggettualità all’immaterialità del lavoro sociale